Stasera ho ricevuto in regalo "Gridare amore del centro del mondo", un romanzo dello scrittore giapponese Katayama Kyouichi. In Giappone da questo romanzo sono stati tratti un film, un drama (che aspetta solo che la sua padroncina -e cioè io- lo guardi! *_*) ed un manga. Un successo fenomenale, quindi, ma a dire il vero non so ancora come sia. Vi riporto l'inizio. Tra l'altro ho scoperto che è stato tradotto da Marcella Mariotti, la mia professoressa di giapponese del primo anno!!! Come prof aveva le idee un po' confuse, ma si capiva che era molto preparata (tra parentesi, è stata la guida di Patrizio Roversi a Kyoto durante le puntate di Turisti per Caso dedicate al Giappone!). Sono molto curiosa di leggere la sua traduzione. Ah, il libro è edito da Salani. Il prezzo non lo metto perché è un regalo (pssst... è in offerta su IBS. L'altro ieri stavo per comprarmelo!!! Poi ha vinto un libro di letteratura coreana. ^^;)
Stamattina quando ho aperto gli occhi piangevo. Come al solito. Di tristezza, forse, non so. E` che i sentimenti non li ho più, li ho pianti insieme alle lacrime. Ero rannicchiato nel mio letto, perso nei miei pensieri, quando è arrivata mia madre: "E` ora che ti alzi" ha detto.
Non ha nevicato, ma la strada è ghiacciata, a tratti spruzzata di bianco, e metà delle macchine circola con le catene. Il padre di Aki si siede accanto a mio padre, di fianco al posto di guida. Sua madre e io ci infiliamo nei sedili posteriori, poi mio padre mette in moto e partiamo. Davanti, gli uomini non parlano d'altro che della neve: "Ce la faremo ad arrivare all'aeroporto in tempo per l'imbarco?", "L'aereo partirà in orario?"
Noi due, dietro, restiamo in silenzio. Confuso, osservo il paesaggio che scivola via oltre il finestrino, i campi ai lati della strada, infinite pianure di neve. In lontananza le creste delle montagne brillano sotto i raggi del sole che filtrano attraverso le nuvole. La madre di Aki abbraccia la piccola urna con le ceneri che tiene sulle ginocchia.[...] Aki è davvero lì? Poco dopo il decollo, cado in un sonno profondo. E sogno. Sogno Aki, quando ancora stava bene. Nel sogno lei ride. Con quel viso allegro ma sempre un po' preoccupato. Mi chiama: "Sakuchan", e la sua voce risuona nitida nelle mie orecchie. Se solo il sogno fosse la realtà e la realtà il sogno!
Ma non è così.
Per questo mi sveglio che sto piangendo. La tristezza non c'entra, è che per passare da un sogno così dolce alla realtà devo superare un abisso e ci vogliono le lacrime. Ancora non mi sono abituato.
Aggiornamento: il libro promette bene, ho già trovato il "radego" alla traduzione! ^^;
Pag. 8: "Una cosa irrilevante, rispetto ai seicento milioni di persone che popolano questa terra." Ora, questo libro non è ambientato ai tempi dell'Impero Romano, ma in epoca contemporanea. Mi pare di ricordare che sulla terra siamo circa 6 miliardi... che Marcellina abbia fatto un po' di confusione con il kanji di oku (che vuol dire 100 milioni, quindi 6 miliardi sono 60 oku, ma lei l'ha preso per 6...)?
Pag. 10, c'è un gioco di parole coi nomi dei protagonisti di cui non si capisce un tubo (oltretutto vengono riportati all'occidentale, prima il nome e poi il cognome, mentre i giappponesi usano sempre prima il cognome e poi il nome)... si sente molto la mancanza di una nota esplicativa.
