28 dicembre (marò come sono indietro!!! ^^;), sera: prima di lasciare la stazione di Hase entriamo in uno 100yen shop. Gli hyakuen shop (così si dice alla giapponese) sono il corrispondente giapponese dei nostri "tutto a 1 euro". Tsk, "corrispondente" per modo di dire: intanto si pagano 100 yen + iva del 5%, quindi 105 yen, ma ancora non si arriva all'euro! Sono meno di 80 centesimi di euro, ma la merce che vendono allo hyakuen shop non è pattona come quella dei nostri negozi!!! Ci vendono cose molto carine (a parte la crema per le mani che si è comprata Arianna, la cui unica funzione è stata quella di sbiancarle le mani... Che fosse una crema per avere mani da geisha? O_o), io ad esempio quella sera ho preso delle hashi (le bacchette per mangiare) che poi ho visto identiche in un supermercato normale a 315 yen... tre volte tanto! E ovviamente non ho resistito alla tentazione di comprare un sacchetto di patatine radiottive, una specie di puff che avevano un gusto assurdo (mais? formaggio? bagigio?). Solo che... quando mangiarle? Stavamo morendo di fame, ma so che in Giappone è maleducazione mangiare sul treno (ad eccezion fatta degli Shinkansen, ma ne parleremo). Saliamo finalmente sul treno che ci riporterà a Tokyo, e cosa vedo? Una ragazza ed un ragazzo che si strafogano di senbee (cracker di riso)! Beh, allora... se lo fanno loro... facciamolo anche noi! Iniziamo a mangiare allegramente i nostri puff, attirando gli sguardi di tutti i presenti. Ma non penso siano tanto i puff, quanto il nostro essere straniere: nonostante abbiamo i capelli castani, ed Arianna in Italia venga spesso scambiata per una giapponese o quasi, in Giappone siamo diverse! Quindi, mentre mangiamo i puff qualcuno ci guarda schifato, ma qualcuno tutto sommato tollera perché tanto siamo gaijin, straniere, e di conseguenza selvagge! E` anche vero che spesso, dopo un primo sguardo, i giapponesi tornano a farsi i fatti loro: sono un popolo riservato e si sa.
In treno vedo per la prima volta anche degli esemplari di quelle che Giada chiama "ragazze di Ginza". A Tokyo infatti si potrebbe quasi dire che in ogni quartiere è caratterizzato dal modo in cui si vestono i suoi abitanti (e se non ci credete, o se volete semplicemente farvi un'idea di cosa vada di moda a Tokyo, guardate qui), e le "ragazze di Ginza" sono delle ragazze bon ton dal look e soprattutto dai modi impeccabili. Inutile dire che io e Arianna, che, vabbeh, non siamo dei mostri di femminilità, ma sicuramente siamo ragazze normali, ci siamo sentite due scaricatori di porto!!! ^^;

Stavolta l'arrivo alla stazione di Shinbashi è un po' meno traumatico: tanto era gremita di gente al mattino, tanto è triste e deserta adesso. Questo però ci permette di arrivare velocemente ai binari della metro! Torniamo in albergo per lasciare giù tutti i depliant di Kamakura e le guide turistiche, e poi torniamo in metro per raggiungere Shinjuku.
Abbiamo appuntamento con Yuki in un luogo non meglio precisato dalle parti di Shinjuku, ma purtroppo arriviamo un po' in ritardo: dobbiamo infatti cambiare linea a Ginza, la cui stazione è ovviamente grandissima. Non ci perdiamo, ma dobbiamo fare una bella scarpinata. Scendiamo a Nishi Shinjuku.
Ho scelto Nishi Shinjuku per due motivi: 1, con Yuki andremo a vedere il municipio, e questa è la stazione più vicina; 2, tutti mi hanno detto che la stazione di Shijuku è grandissima, quindi non volevo correre il rischio di non trovarci. Qui però viene il bello: devo informare Yuki del luogo dove la stiamo aspettando. Una telefonata in giapponese!! ^^; Yuki parla solo giapponese ed inglese, ma io parlo uno stentato giapponese, un ancora più stentato inglese, ed un inutile italiano!!!!
"Yuki! Ciao! Ti aspettiamo a Nishi Shinjuku!" (nishi vuol dire ovest)
"Oh, ok, sono vicino, sto arrivando!"
Passa mezz'ora, e Yuki non si vede. Arianna è stanca morta e non lo nasconde (del resto è il nostro primo giorno, siamo tramortite dal fuso ma soprattutto dall'intensa giornata a Kamakura), io sono terrorizzata all'idea di dover richiamare Yuki... Ma non ho scelta.
"Ciao, Yuki, dove sei?"
Yuki ha il fiatone.
"Marica chan, tu dove sei???"
"A Nishi Shinjuku"
"Sì, anche io sono a Shinjuku nishi, ma non vi vedo..."
"Shinjuku nishi? L'uscita nishi di Shinjuku?"
"Sì..."
"Noi siamo proprio a Nishi Shinjuku! ^^;"
"Oh, no!!! Arrivo!!!!"
Dopo circa 10-15 minuti Yuki finalmente ci raggiunge, trafelatissima. Ci abbracciamo a lungo, incuranti degli sguardi dei passanti: in Giappone non è poi così usuale vedere degli slanci affettivi in pubblico, sia pure tra amiche! Ma a noi, onestamente, non sembra vero poterci vedere dopo mesi, nel luogo più inaspettato!
Yuki è proprio quella che Giada definirebbe "ragazza di Ginza": è sempre elegantissima, dolcissima, ed in più, oltre ad essere una bella ragazza, è una bravissima cuoca e donna di casa! ...Il mio senso di inferiorità non può che acuirsi ^^;
Ma non c'è tempo da perdere: siamo già d'accordo da un po' di tempo per andare insieme ad ammirare Tokyo dall'alto, da una delle torri del Municipio, ma il Tochou chiude alle 22. Ridendo e scherzando sono già le 21.30... Partiamo quasi di corsa, ma non ho la più pallida idea di quale uscita si debba prendere, e neppure Yuki lo sa con precisione. Chiede informazioni a dei passanti (ed ovviamente la invidio pure perché parla giapponese! >_<), e riusciamo finalmente a raggiungere il palazzo. I grattacieli di Shinjuku sono davvero enormi, e ai piedi del Tochou mi sento proprio un bagigetto... (un baluigetto? un bamarietto? XD) Scopriamo che, per nostra fortuna, l'osservatorio chiude alle 23, e quindi entriamo. All'ingresso ci aspetta un controllo delle borse, e la cosa mi fa un po' sorridere, visto che il "controllo" consiste in una sbirciatina all'interno. Ci viene permesso di entrare, e sull'ascensore ci aspetta una signorina in divisa. Voliamo fino a 250 metri d'altezza, dove ci aspettano un bar e dei negozietti di cose kittose (ovvero tanti pupazzetti, strap et similia di Hello Kitty), ma soprattutto dei finestroni da cui si gode una vista su Tokyo da capogiro!!!


La macchia bianca è data dalle luci e i megaschermi di Shinjuku,
troppo luminosi per i gusti della mia fotocamera!
Notare la particolare forma del palazzo Yasuda Kasai Kaijo.

Restiamo lì per un po', perché il panorama è troppo bello per non gustarselo il più a lungo possibile! Si tratta anche dell'ultimo giorno di apertura del municipio prima delle vacanze di fine anno, per cui difficilmente potremo tornarci. Ovviamente non manchiamo anche di curiosare tra i pupazzetti di Hello Kitty, visto che sono i primi che vediamo in Giappone! ^^;
I morsi della fame però iniziano a farsi sentire, e così, passeggiando tra vie illuminate da alberi di Natale, torniamo verso la stazione.

Yuki ci porta a Shinjuku; noi siamo un po' stordite dalla stanchezza, e dalla confusione di gente, luci e colori che si para davanti ai nostri occhi. La seguiamo all'interno di un palazzo dall'ingresso alquanto anonimo, e, sorpresa! Le porte dell'ascensore si aprono direttamente su un locale!
Sembra essere un ristorante tipico, pieno di giovani. Nei giorni successivi mi accorgerò che in Giappone è assolutamente normale trovare un ristorante ad ogni piano di anonimi palazzoni: per forza, spazio non ne hanno, non resta che andare sempre più in alto! Diamo un'occhiata al gigantesco menù fotografico posto all'ingresso; ovviamente non sappiamo cosa scegliere, ma non possiamo certo chiedere a Yuki di illustrarci ogni piatto!
La scelta di Arianna cade su un hamburger; visto che la fame è tanta, meglio non rischiare che qualcosa vada storto! XD Yuki invece opta per qualcosa di leggero, una specie di minestra, mentre io mi butto su un donburi. Un donburi è una ciotola di riso con altri ingredienti, nel mio caso sashimi di tonno e uovo crudo. Uovo crudo!? Inizio già a preoccuparmi, così mangio un po' di riso. Se mi vedesse mia madre ora...
Yuki mi guarda: "Lo mangi... così? Da solo?", e mi consiglia di mescolare il tutto e condirlo con la salsa. Fatto. Buonissimo!!!!

