Mi scuso per l'assenza di questi giorni, ma sono davvero straimpegnata col lavoro, e purtroppo c'è pure l'esame di coreano alle porte: aiutooooo! Ma non volevo interrompere questo diario di viaggio, anche perché sono ferma alla prima sera, di cose da raccontare ce ne sono parecchie!!!
Visto che la nostra vacanza non sarebbe stata di lunga durata, durante la permanenza a Tokyo avevamo programmato soltanto una gita fuori città, a Kamakura. Kamakura è una cittadina (mmmh... diciamo un paesotto) (leggo ora sulla Lonely Planet che questo paesotto ha la bellezza di 181.000 abitanti... E` grande quasi quanto Padova... ^^;) a circa 50 km da Tokyo, affacciata sull'oceano e nota a tutti gli studenti di giapponese grazie alla presenza del Daibutsu, ovvero il Buddha gigante. E` stata anche capitale del Giappone durante il Periodo... Kamakura (1185-1333), appunto! ^^ Spostarci da Tokyo il primo giorno non era esattamente l'ideale, visto che eravamo ancora un po' stravolte dal fuso orario (ma devo dire che non abbiamo patito più di tanto il jet-lag... all'andata!), e soprattutto perché sarebbe stato problematico usare i mezzi di trasporto, ma non avevamo altra scelta, perché nei giorni successivi avremmo dovuto incontrare alcuni amici italiani e giapponesi.
Il 28 dicembre, dopo aver consultato una stampata dell'orario dei treni per Kamakura portato da casa (calcolato su Hyperdia), andiamo incontro alla nostra prima giornata giapponese. Dobbiamo innanzitutto trovare un posto dove fare colazione, e quindi proviamo a dirigerci verso un locale dalla mega insegna "Denny's". Sotto a "Denny's" però c'è un Seven Eleven, e ovviamente decidiamo di entrare ad esplorare le mercanzie. Compriamo dell'acqua e 2 onigiri (i più buoni che abbia mangiato, con l'umeboshi *_*), e anche un dolcetto (un rotolo di pan di spagna e panna... abbiamo trovato dolcetti di questo tipo in tutti i negozi, al gusto di panna e fragole oppure al tè verde!). Non siamo più tanto convinte di andare da Freddy, visto che ormai si sta facendo tardi ed abbiamo davanti più di un'ora di treno, così ci dirigiamo verso la stazione della metro. Scendiamo alla stazione di Shinbashi, e qui viene il bello: dove saranno i binari del treno? Iniziamo a seguire le frecce, poi perdiamo la strada e giriamo in tondo per un po'. Alla fine raggiungiamo i famigerati tabelloni con i tragitti ed il prezzo delle varie tratte, e mi metto alla ricerca disperata del kanji di Kamakura (imparato al ryokan, prima di partire! XD). Ricordo che Ettore mi aveva detto che Kamakura si trova sulla linea Yokosuka, ma non la trovo. Proviamo a fare un altro giretto, questa stazione mi sembra molto incasinata ma poi ritorniamo alle biglietterie automatiche e finalmente individuo Kamakura e facciamo i biglietti.
Il treno per Kamakura non è particolarmente tecnologico, anzi, il viaggio ha un non so che di malinconico perché ci sono pochi altri passeggeri oltre a noi. Ovviamente fuori dai finestrini si vedono soltanto palazzi, ma, ad un certo punto, un tuffo al cuore: è lui, il Fujisan!! Non avrei mai pensato che saremmo riuscite a vedere il monte Fuji da Tokyo, anche perché tutte le guide dicono che generalmente è nascosto tra le nuvole. Ci sentiamo elettrizzate per questa visione, siamo appena arrivate in Giappone e già ci sembra di essere dentro un libro...
Dopo circa 50 minuti arriviamo a Kita Kamakura; "kita" significa "nord", ed in effetti si tratta della stazione a nord del paese. La guida consiglia di iniziare il giro turistico da lì, e così facciamo noi: scendiamo in questa che più che una stazione è una capanna di legno! Insieme a noi scendono altri turisti, per lo più cinesi e coreani. Siamo in pochi comunque, non più di 15 persone. Uscendo dalla stazione noto un passaggio a livello (neanche questo troppo tecnologico) ed una strada, e poi alberi e la collina alla nostra sinistra: decido che questo paese mi piace, c'è molto verde ed è molto tranquillo, e lo sento decisamente più familiare.
Appena fuori dalla stazione incontriamo il primo tempio, l'Engakuji. E` un tempio buddhista che risale al 1282, ma è stato più volte distrutto e ricostruito negli anni. Nel 1923 è stato irrimediabilmente danneggiato dal terremoto, sicché adesso resta ben poco di antico, come ad esempio una grande campana del 1301, oggi tesoro nazionale (e guarda caso si trova sopra ad una scalinata che sembra infiniiiita!!). E` il primo tempio che visitiamo, così, visto che è piuttosto grande, ci passiamo dentro circa un'oretta e guardiamo per bene tutti gli edifici che costituiscono il complesso.


Purtroppo però non sono tutti accessibili, e anche in quelli accessibili ci si deve accontentare di guardare l'interno da fuori.





Un tombino!


Usciamo dall'Enkakuji e ci dirigiamo verso il secondo tempio, il Toukeiji. E` ora di pranzo e la fame inizia a farsi sentire, così ci pappiamo l'onigiri ed il dolcetto prima di entrare al tempio, quasi per strada. Non si vede una panchina nel raggio di chilometri, mannaggia!!! Cerchiamo però di non farci notare (figurati se spiccano due gaijin che mangiano per strada a Kamakura... ^^;), perché so che in Giappone è cattiva educazione mangiare per strada. Arianna nota che anche Kamakura, come quel poco che avevamo visto di Tokyo, è piena di distributori automatici. Ce ne sarà uno ogni 50 metri!!! Una cosa incredibile!!!
Entriamo finalmente al tempio, che è quasi deserto. Questo tempio una volta era un convento di monache; nel 1600, quando il divorzio era un privilegio degli uomini (divorzio nel 1600!? sempre avanti 'sti giapponesi!!!), le donne maltrattate si rifugiavano qui, e dopo avervi trascorso un periodo (1 anno secondo la guida del National Geographic, 3 per la Lonely Planet) come monache venivano dichiarate divorziate. Quando si entra nel tempio si incontra un bel giardino, anche se, vista la stagione, è piuttosto spoglio; gli edifici sono chiusi, e allora decidiamo di proseguire oltre il giardino.

Il tempio è posto ai piedi di una piccola collina, ed oltre il giardino c'è un boschetto con un cimitero. I cimiteri giapponesi non sono luoghi macabri, ma piuttosto luoghi molto malinconici. Questo boschetto poi, che porta ancora i colori autunnali, ha un fascino particolare.



Facciamo sosta in una piccola area dove ci sono dei tronchi tagliati appositamente per sedersi, e dei cestini delle immondizie: possiamo finalmente liberarci delle cartacce del pranzo!!! In Giappone infatti, incredibile ma vero, è praticamente impossibile trovare un cestino per i rifiuti!
Dopo la sosta ci rimettiamo in cammino. L'idea iniziale era quella di vedere TUTTI i templi, ma visto che a Kamakura sono una quantità allucinante, e visto che si stava facendo tardi, iniziamo a tagliare. Un sentiero indica che inerpicandosi sulla collina si potrebbe raggiungere il Daibutsu dopo soli 2 km di cammino, ma in questo modo ci perderemmo altre cose, quindi decidiamo di proseguire per la nostra strada. Incontriamo un signore piuttosto anziano che ci chiede, in inglese, di dove siamo. Io l'inglese non l'ho mai studiato, e soprattutto sono stupita per l'incontro, sicché il signore deve aver pensato che fossi un po' mentecatta, visto che non riuscivo a rispondere né in inglese né in giapponese! In ogni caso, quando scopre che siamo italiane ci racconta di essere andato più volte in Italia, e ci parla delle città che ha visto; poi ci chiede cosa abbiamo intenzione di vedere noi in Giappone. Quando gli dico che vogliamo andare ad Hiroshima, dai suoi occhi scende una lacrima: "Sono morte tante persone ad Hiroshima, e questo mi rende molto triste". La sua commozione tocca molto anche me ed Arianna; il signore poi ci saluta e riprendiamo il cammino.
Entriamo in un tunnel in mezzo alla boscaglia, e poco più avanti incontriamo il Kenchouji. Si tratta del più importante tempio zen di Kamakura, tutt'oggi sede della setta Rinzai. E` stato fondato nel 1253, ma gli edifici attuali risalgono al XVII secolo. Anche qui però c'è una campana diventata tesoro nazionale, risalente al 1255. Gironzoliamo un po', nel tempio ci sono molti edifici, ed uno nasconde anche un giardino con laghetto.








Per entrare al tempio ci si deve togliere le scarpe, ma ovviamente non si può andare al bagno a piedi scalzi...



Purtroppo però dobbiamo fare presto perché inizia davvero a farsi tardi, tanto che decidiamo di non visitare nemmeno l'Hachimangu, un santuario che non dovrebbe essere troppo lontano.
Riprendiamo il cammino, ed ecco infatti un torii rosso. Cosa fare? La vista di una cosa diversa dai templi visti finora ci attira molto, anche se non si può dire altrettanto della gradinata che si arrampica sul lato della collina...



Una fortunata intuizione però ci spinge a raccogliere le energie e continuare, ed ecco davanti a noi il santuario in tutta la sua bellezza! Gli edifici sono color rosso accesso, immersi nel verde degli alberi. Questo santuario è dedicato ad Hachiman, il dio della guerra e protettore del potente clan Minamoto. La collina su cui sorge si chiama Tsurugaoka, la collina delle gru, ed è stato fondato nel 1191; gli edifici attuali però risalgono al 1828.






Davanti all'edificio principale una gradinata porta alla piazza dove ci sono altri edifici e bancarelle, quel giorno chiuse (dev'essere bello venirci durante una festa!).




Ogni tempio o sacrario vende i propri talismani (o-mamori)
Notiamo anche una cosa molto buffa: un distributore automatico di oracoli (gli omikuji)!!!
Lasciatoci alle spalle l'Hachimangu, risaliamo la Wakamiya-oji, una strada costellata di negozi, dove uno degli articoli di punta sembra essere una crocchetta dal costo di 100 yen. Visto il prezzo modico ed il nostro misero pranzo decidiamo di provarla. All'interno è viola!

Questa foto non è mia; a noi sono state servite avvolte nella carta, in versione da passeggio!
E` al gusto di patata dolce, che scopriremo (grazie a Giada... Giada è una piccola enciclopedia sul Giappone!!) essere una delle specialità di Kamakura. Notiamo anche un gelato color lilla molto invitante (almeno, per che amo le porcherie! :D), ma non lo assaggiamo (sigh!).
Arriviamo finalmente alla stazione di Kamakura, e da qui dovremmo prendere un treno locale che ci porti fino alla stazione di Hase. Un'impresa!!! In ogni caso, riusciamo ad armarci di biglietto ed entrare dentro la stazione. Solo che i binari dei treni per Hase sono oltre il cancelletto d'uscita... Strano! Che si fa? Proviamo ad inserire i biglietti, ma ovviamente rimaniamo bloccate. Andiamo dalla "controllora", che ci dice che abbiamo sbagliato biglietto. E` un bel problema spiegarle che non sappiamo che cavolo fare, e soprattutto come fare per raggiungere quei binari senza passare per la stazione (in effetti c'è un accesso sul lato opposto a quello da cui siamo entrate noi, ma non ho capito come arrivarci), e lei ci sostituisce il biglietto.
Arriviamo finalmente ad Hase, e ci incamminiamo di buona lena verso il Daibutsu.

Prima di entrare al tempio bisogna purificarsi
E` molto imponente, e ovviamente fa un certo effetto vederlo dal vivo, dopo averlo visto in un sacco di libri. Ma non mi fa poi tutta questa impressione...



I sandaletti di Buddha ^^; Saranno alti tipo 3 metri

Gironzoliamo un po', il sole è ormai sparito dietro le colline, e quindi ci dirigiamo verso l'Hasedera, l'ultimo tempio in programma per la giornata.

Un negozio di souvenir lungo la strada
Purtroppo però sbagliamo strada, e finiamo al Kousokuji, un altro piccolo tempio. Non che fosse brutto, però si fa sempre più buio!


L'Hasedera è proprio di fianco, peccato che in mezzo ci stia una sporgenza della montagna, così torniamo indietro e prendiamo la strada giusta.
Sono già le 17.25, ed il tempio chiude alle 17.30, che disdetta! Le signorine che stanno raccogliendo le transenne della biglietteria però ci invitano ad entrare ugualmente, e per fortuna! Ci accoglie un elegante giardino con laghetto, ma per vedere il tempio dobbiamo inerpicarci sulla collina.

A metà ci sono delle statue di Jizou, patrono dei viaggiatori e degli spiriti dei bambini mai nati, che le mamme vestono coi bavaglini per proteggerle dal freddo: sono tantissime, e ci fanno una grande impressione.


Saliamo ancora, e ci troviamo di fronte agli edifici del complesso del tempio. Una sala ospita una statua dorata di Buddha Amida, e già restiamo affascinate dalla bellezza di questa statua.


La sala principale invece ospita una gigantesca statua dorata di Kannon (9 metri... la più grande statua lignea del Giappone). Non ho potuto fotografarla, ma potrete comunque vederla qui. Stanno chiudendo il tempio, quindi non ci arrischiamo ad entrare, e così per vederla dobbiamo addirittura abbassarci: è davvero imponente!





Ovviamente, nel cortile del tempio non manca il punto ristoro con panchine e distributori automatici! Ci fermiamo per un po' ad ammirare la vista dell'oceano, poi ci rimettiamo in marcia verso la stazione di Hase.

Arrivate a Kamakura dobbiamo prendere le linee della JR, e ovviamente anche questa volta sbagliamo: il nostro biglietto infatti non ci permette di entrare nella stazione, ma dobbiamo uscire, fare il biglietto della JR e poi rientrare. Uff! Alla fine però riusciamo ad arrivare a Shinbashi sane e salve, e da qui raggiungere piuttosto speditamente la metro. Giunte al ryokan, giusto il tempo di rinfrescarci un attimo, e poi si riparte: dobbiamo incontrare Yuki!
Treno da Shinbashi a Kamakura: 780 yen a tratta
Tempio Engakuji: 200 yen
Tempio Toukeiji: 100 yen
Tempio Kenchouji: 300 yen
Treno fino ad Hase: non ricordo ^^;
Daibutsu: 200 yen, altri 20 yen per entrarci dentro
Tempio Hasedera: 300 yen
